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Furti in azienda: il ladro spesso è un dipendente

corruzione ridottoSono aumentati i furti e le frodi aziendali perpetrate dai dipendenti, complice la crisi economica da un lato e il ridotto controllo delle aziende dall’altro. Il trend, sostengono gli esperti, è destinato ad aumentare a meno che i vertici delle aziende non implementino pratiche di controllo più severe.

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Diffamazione a chi sparla in ufficio

ufficioAttenzione a sparlare in ufficio, magari riferendosi ad altri colleghi; si può venire condannati, infatti, per  diffamazione qualora per vendetta si rende noto in ufficio che  una persona ha una relazione con un collega coniugato.

A sancire questo è stata proprio la corte di  cassazione, che ha condannato un uomo di 63 anni a un anno e due mesi di reclusione, in aggiunta al risarcimento alla parte offesa,  perché ha leso   privacy e  ha diffamato  nell’ambito dell’ufficio un’impiegata di banca che non aveva mai ceduto alle sue avances.

Interpretando la sentenza della Suprema Corte, quindi, da ora in poi non si potrà più parlare in ufficio di tutto ciò che riguarda la vita privata  e sessuale di qualsiasi collega. Un impiegato che rende noti particolari attinenti alle relazioni sessuali lede la privacy e commette il reato di diffamazione.

La recente sentenza della Cassazione, la n. 44940 del 2 dicembre 2011, è stata emanata dopo che  un impiegato di banca, per vendicarsi dell’indifferenza mostrata da una collega nei suoi confronti,  ha reso noti dettagli riguardanti la vita privata della collega, che aveva ottenuto grazie all’ausilio di un investigatore privato.

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