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Lavoro: Cassazione, far spiare i dipendenti si può

corruzione 2 ridottoRispettando dei limiti precisi i datori di lavoro possono ingaggiare un investigatore privato per spiare i propri dipendenti sospettati di trafugare o rubare. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione secondo cui "un imprenditore può indagare un proprio sottoposto nel nome del legittimo sospetto e al fine di tutelare il patrimonio aziendale.

Il caso sottoposto all'esame della Suprema Corte è quello di un dipendente d'albergo siciliano con il vizietto di "prelevare" oggetti dal posto di lavoro. Il titolare si è insospettito da alcune sparizioni in cucina. Nell'inventario della dispensa infatti mancava ogni volta «un quantitativo di generi alimentari che non poteva essere giustificato» dal normale andamento lavorativo. A quel punto il datore ha fatto pedinare l'uomo da un investigatore privato che, prove alla mano ha incastrato il ladruncolo, che è stato e licenziato per giusta causa.  La storia arriva in tribunale ma il licenziamento trova conferma nel verdetto,  al secondo grado di giudizio, alla Corte d'appello di Palermo.  Il dipendente fa ricorso sostenendo la tesi che la "curiosità" del suo datore di lavoro fosse una violazione allo statuto dei lavoratori, in particolare agli articoli 3 e 4. I giudici di Piazza Cavour  hanno però respinto la sua richiesta confermando il licenziamento. La sentenza diventa così un documento simbolo per fissare i confini entro i quali un datore di lavoro può spiare i suoi dipendenti. Gli investigatori privati potranno anche effettuare perquisizioni corporali del sospettato, ma non nelle abitazioni e nelle automobili. La Cassazione fa anche divieto per gli investigatori di controllare l'operato dei dipendenti. Il palermitano aveva fatto appello puntando sulla trasgressione degli articoli 2 e 3 dello statuto dei lavoratori. Regole che fanno assoluto divieto per il datore di lavoro di utilizzare impianti audiovisivi e apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Nello stesso testo, alla voce "guardie giurate", si spiega come il principale possa utilizzare le guardie particolari giurate per scopi di tutela del patrimonio aziendale all'interno del posto di lavoro. Sintetizzando la novità introdotta dalla sentenza  «si definisce quindi come in casi di sospetto nei confronti di un dipendente per azioni illecite, sia legittimo andare oltre lo statuto ricorrendo alla collaborazione di agenti investigativi per accertare i sospetti anche al di fuori della sede di lavoro».

Il legittimo sospetto mette quindi nella condizione un datore di lavoro di indagare e spiare il proprio dipendente mettendogli  uno "007" alle calcagna. Ma in quali casi reali trova applicazione questa sentenza? Ecco alcuni esempi frequenti che risolviamo tutti i giorni per i nostri clienti: Taccheggi e Furti, Monitoraggio di Fatti Pregiudizievoli, Infedeltà di Collaboratori e Soci, Assenteismo.

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