Articoli

ricattoSubire una molestia è un trauma che rende molto difficile la sua denuncia. Può capitare di sentirsi soli e scoraggiati, e se non si interviene per tempo il trauma degenera nella paura di affrontare ogni momento di vita sociale.

ISI aiuta le vittime di stalking, molestie, ricatti ed estorsioni a ricercare gli autori, prevenire atti lesivi e assistere la vittima nella denuncia alle autorità competenti con una formazione sulle tecniche da seguire per evitare situazioni di rischio.

Il nostro impegno nell'assistenza alle vittime è fortissimo. Per sottolineare ulteriormente la nostra presenza e rafforzare l'impegno contro questo triste fenomeno, ISI ha lanciato nel 2013 una campagna sociale importante, alla quale puoi aderire scaricando e diffondendo questa foto sui tuoi social network o sul tuo sito.

 Campagna Stalking

 Scarica la foto

 

 Le tipologie di "stalker"

Gli "attori principali" del reato di stalking sono:

  • il persecutore o molestatore assillante;
  • la vittima.

Si stabilisce tra questi due soggetti una "forzata" relazione.

Il soggetto agente, lo stalker, o molestatore assillante è colui che mette in atto quell'insieme di condotte (atti persecutori) consistenti nel seguire la vittima, appostarsi nei luoghi frequentati dalla stessa, ecc.

Per lo stalker la vittima non è più un soggetto ma un "oggetto" su cui rivestire la propria attenzione.

"Studiando" i vari profili psicologici dei vari stalker si sono individuate 5 differenti tipologie, ovvero:

  • risentito: è una tipologia di stalker presente nella letteratura, spesso è un ex partner che vuole "vendicarsi" dopo la fine del rapporto con la "vittima"; spinto da risentimento per la relazione finita male il "risentito" ha quale scopo quello di ledere sia l'immagine della persona mediante, ad esempio, la pubblicazione (anche su web) di immagini osé, foto, ecc. facendo, magari, circolare le stesse nell'ambiente di lavoro della vittima, sia la persona stessa (magari aspettandola fuori casa) e sia mediante il danneggiamento di cose di sua proprietà (ad esempio rigandole la macchina);
  • bisognoso di affetto: questo stalker agisce, normalmente, nell'ambito dei rapporti professionali stretti, come ad esempio quello tra il medico e il paziente. In tali ipotesi lo stalker "fraintende" ciò che la vittima offre quale aiuto come un segno di un interesse particolare nei propri confronti;
  • corteggiatore incompetente: lo stalker manifesta una condotta basata su di una scarsa abilità relazionale; tutto ciò viene tradotto in alcuni comportamenti opprimenti ed invadenti; gli atti persecutori di questo stalker sono, solitamente, di breve durata;
  • respinto: è lo stalker ex partner che manifesta comportamenti e atteggiamenti persecutori in relazione ad un rifiuto della vittima;
  • predatore: è quello stalker che ha quale scopo quello di avere rapporti sessuali con la vittima, pedinata, inseguita e spaventata. Proprio questo stato di ansia e paura della vittima ingenera nello stalker uno stato di eccitazione in quanto prova un senso di potere, pianificando la caccia alla preda.

Un insieme di condotte vessatorie, sotto forma di minaccia, molestia, atti lesivi continuati nel tempo che inducono nella vittima un disagio psichico e fisico nonché un ragionevole senso di timore.

L'ISTAT ha avviato lo studio del fenomeno della violenza sulle donne nel 2011. Il fenomeno era tuttavia già stato fotografato dall'Istituto Nazionale di Statistica nel 2006 molto dettagliatamente, per poi essere ripreso anche nel rapporto NoiItalia 2011, scaricabili qui:

Cosa fare?

  1. Non cedere al ricatto della Paura.
  2. Condividere timori e perplessità è il primo passo per ridimensionare il proprio personale terrore.
  3. Farsi aiutare da chi possiede strumenti, professionalità e conoscenza del fenomeno.

Da chi con leicità può assistervi in un provvedimento giudiziale ai danni dello stalker, una volta individuato ed assunte le prove necessarie a suo carico.

Domande? Ti chiamiamo noi!

Inserisci i tuoi dati